martedì 27 agosto 2013

L'importante è educare


E' bello parlare e vedere che nessuno ti ascolta, da una soddisfazione unica che non ti puoi nemmeno immaginare, poi magari se chi non ti ha ascoltato si trova male è facile anche che se la prenda con te.

Probabilmente in quanto asociale ed in possesso di una mentalità deviata da un evidente e radicato disturbo ossessivo compulsivo sommato a sindrome da deficit dell'attenzione, depressione e dislessia che nessun insegnante, assistente sociale e compagnia cantante si è mai sognato di curare ne diagnosticare, visto che è buon uso da parte delle strutture scolastiche italiane prendere come suprema mancanza di rispetto verso l'insegnante il non prendere appunti.

La mia domanda sorge spontanea, se queste persone appartengono alla categoria nota come "educatori" in che mani siamo messi?

La definizione di educatore è la seguente: "colui che realizza un'azione educativa ovvero che contribuisce alla crescita umana della persona" quindi si presuppone che chi si accolla tale ruolo sia quantomeno preparato e si spera eviti, quantomeno, di complicare la vita al soggetto in causa dato.

Ora mi domando, e spero qualcuno sia abbastanza competente e capace nel darmi una risposta esauriente, avendo io i disturbi di cui sopra, verificandone i sintomi che a quanto pare collimano tutti, mi sapete dire perché, in quanto malato, devo essere TRUFFATO da una serie di pseudo specialisti e terapisti che vogliono farsi la casa al mare riempiendomi di sedute dove andranno per tentativi, visto che il loro unico interesse è prolungare il numero delle loro costose sedute?

La psicoterapia, e chiunque può controllarlo leggendo negli appositi siti, cosa porta di realmente utile al paziente, se non numerose sedute a caro prezzo, visto che nessun terapista, per quanto affabile e gentile all'apparenza e durante la seduta, se dimostrerà ancora tale quando il vostro portafoglio sarà vuoto. Le parole stesse "psicoterapia" e "gratuita" si annullano a vicenda a quanto pare.

Auguro a tutti i coloro che si mostrano belli felici e si stanno godendo la loro felicità e le loro bellissime vacanze di soffrire un centesimo di quanto ho sofferto, come lo auguro a tutti i ciarlatani che si definiscono psicoterapeuti...

domenica 4 novembre 2012

L'industria alberghiera toscana, questa sconosciuta...

Come molte persone anche il sottoscritto ha avuto la brillante idea di cercare un lavoro nel settore turistico, attratto dal fatto che è un lavoro appassionante, un settore in continua crescita, un lavoro al contatto con il pubblico, facilitato dal fatto che, essendo ad un tiro di schioppo da una città stupenda meta di turisti da tutto il mondo, che ha tra l'altro più parcheggi che posti auto, era un sogno forse non troppo difficile da realizzare.



Questo è quello che uno poteva pensare, ma la realtà dei fatti era ben diversa, e si scontrava con quelle piccole vicissitudini che uno non vorrebbe affatto affrontare.

- Innanzitutto scordatevi che aver avuto qualche esperienza lavorativa, anche di diversi anni in un albergo o strutture ricettive similari, sia sufficiente per lavorare in una città come Firenze. La famosa presunzione fiorentina in questo caso si mostra al meglio, dato che per un albergatore fiorentino potete aver lavorato anche al miglior albergo di New York, ma "Lavorare a Firenze è lavorare a Firenze... E' un'altra cosa".


(Ora se voi, come il sottoscritto, ad ascoltare una cosa del genere avete in mente di mandare a farsi benedire l'autore di questa perla di saggezza il consiglio spassionato è di mandare giù il rospo ed evitare)


- Può essere una ottima idea frequentare un corso ce ne sono di tanti e vari, e soprattutto per tasche capienti. il consiglio che posso darvi per la scelta del corso è il seguente, assicuratevi sempre che sia collegato ad un lungo e approfondito tirocinio e che chi lo svolge sia abbastanza inserito all'interno della realtà alberghiera. Ricordatevi sempre che siamo in Italia, e se non ricordate la regola principale per lavorare è quella di essere "amici di amici".

- Se invece siete dei testardi che vogliono dimostrare al mondo di farcela a trovare un impiego senza conoscenze armatevi di santa pazienza e giratevi i vari alberghi, vi accoglierà se siete fortunati il solito receptionist con contratto  precario che di mettere in evidenza il curriculum di colui che potrebbe togliergli il lavoro non ha nessuna voglia, stessa cosa se mandate il curriculum via e-mail, ancora più veloce e semplice da cestinare, con la sola soddisfazione del risparmio carta se siete amanti dell'ambiente.

Detto questo auguro la miglior fortuna a chiunque abbia intenzione di affacciarsi a questo settore, se tutto va bene avrà molte soddisfazioni, altrimenti...

sabato 11 agosto 2007

Io dovevo trombare...

"Io a 17 anni dovevo trombare... Ma poi i miei amici non mi hanno fatto trombare..." (tarda citazione di anonimo pratese contemporaneo)
Purtroppo per noi signori, l'argomento dell'accoppiamento è a cosa non sempre facile. entrano in gioco diversi fattori per noi sani maschi che abbiamo passato l'adolescenza da qualche anno ma ancora non siamo arrivati ai trenta, l'età in cui l'ormone impazzisce e la testa ha un solo chiodo fisso.
Se non siete i suonati che si fanno intervistare da programmi idioti come "Lucignolo" e compagnia cantante, che hanno la presunzione di conoscere il mondo giovanile forse in qualche riga qua sotto potrete anche riconoscervi.
Provi le più svariate tecniche di seduzione lette in chissà quale libro o apprese sapientemente dall'amico di turno noto scopatore seriale per riuscire a fartela dare da una ragazza che sia una... E puntualmente ti ritrovi in bianco.
Cominci con l'abbordaggio discotecaro, che per intendersi significa ripetere la stessa cosa 40 volte dato che non ci si sente dalla distanza di pochi centimetri, e poi quanti hanno abbordato qualcuna in discoteca? Ma nemmeno mezzo! al massimo conosci qualcuna, che poi rivedi in altre circostanze e in altri posti col volume molto più basso.
Poi qualcuno ti ha detto che nei vari gruppi di volontariato e associazionistici in genere, c'è la possibilità di conoscere varie ragazze, e quindi di concludere qualcosa... ERRORE...
Quando entri in gruppi di quel tipo il 98% delle ragazze che ne fa parte se l'è già presa qualcun'altro, e quelle rimanenti sono i classici tipi che non te la darebbero nemmeno se preghi in turco, perché aspettano il cosiddetto "principe azzurro", che poi alla fine nella maggior parte dei casi è il classico idiota che si becca una ragazza d'oro e nemmeno la sa apprezzare, a nel periodo del corteggiamento fa sempre la cosa giusta al momento giusto, al contrario di te.
Dopo aver tentato queste due strade, provi a leggere qualche annuncio, sperando che prima o poi trovi quello non a pagamento data la tua scarsa disponibilità economica (il trombare solitamente è nemico giurato della tasca vuota, salvo rari casi) e come volevasi dimostrare non trovi un benemerito piffero perché ti manca sempre qualcosa fra i requisiti INDISPENSABILI richiesti dall'annuncio non mercenario.
Quindi alla fine della fiera ti ritrovi a ricordarti della classica compagna di classe che ti ha mandato in bianco accusandoti di essere un I. S. (Infantile e Superficiale), quando magari dopo qualche anno la rivedi con uno che è peggio di te sotto quell'aspetto ma ha la macchina di cilindrata più grossa, con i tuoi amici che vedi sempre meno dato che ormai sono tutti fidanzati e inzerbiniti alla propria compagna, mentre davanti ti passa un freschissimo fondoschiena femminile che non ti degna di uno sguardo e che non sogni nemmeno di fantasticare per non sentirti un pedofilo...
E solo allora pensi... MA IO DOVEVO TROMBARE...

lunedì 6 agosto 2007

Prato città di merda


Si può vivere in una città che non vuole rendersi conto che si sta distruggendo con le proprie mani?

Se vivi a Prato sai benissimo che sta succedendo proprio questo. E magari nemmeno te ne sei reso conto, data la tua mentalità ottusa tipicamente pratese.

Come è possibile? Prato, la seconda città della Toscana e la terza del Centro Italia per numero di abitanti? La città della fiorente industria tessile? La città che da soggiorno a migliaglia di immigrati delle più svariate etnie può essere sull'orlo del fallimento?

Forse non ve ne siete ancora accorti ma è così...

La Prato del tessile che lottava fiera per la propria indipendenza da Firenze spinta dalle migliaia di piccole e medie imprese tessili quindici anni or sono ormai è solo un triste ricordo, sommerso dall'incapacità dei propri rappresentanti politici e dall'egoismo della propria classe imprenditoriale.

Oramai la città è pronta a finire totalmente in mano agli immigrati che i nostri imprenditori con sapiente arguzia hanno chiamato a migliaia pur di salvare i loro guadagni, e che in poco tempo hanno capito il sistema e si sono messi in proprio, distruggendo la complessa macchina artigianale che per anni aveva tenuto in piedi la città.

Ovviamente chi aveva in mano le grandi industrie ha pensato bene di chiudere e vendere quando ha potuto, cercando di salvarsi in extremis per non vedere intaccati i loro guadagni, in modo da re investirli all'estero dove trovano la manodopera a due lire che tanto gli piace.

I politici locali d'altro canto, dopo aver speso migliaia di comizi elettorali e non sull'importanza di rilanciare l'industria tessile, richiedendo fondi che andavano solo agli industriali di cui sopra per spenderli altrove, adesso hanno avuto la brillante idea che Prato può diventare un polo turistico di richiamo internazionale... Onestamente, a parte il fatto che vicino hai un centro come Firenze e poco lontano Montecatini, che sul turismo hanno fatto la loro fortuna e quindi sei tagliato fuori a prescindere, ma Prato di turistico cosa ha?
Qualche bel monumento di natura medievale, e qui ci siamo, un museo di arte contemporanea che fatica a fare più di qualche decina di visitatori l'anno, il Museo del Tessuto, che in rare occasioni ha avuto dei visitatori, e che cambia più volte sede che altro, e un monumento dell'artista Henry Moore che ormai serve solo a decorare una rotatoria.
Fatto salvo che qualcuno potrebbe anche trovare interessante tutto questo, e sinceramente si trovano i turisti a Prato, ma la città non è assolutamente attrezzata ad accogliere flussi turistici, non ci sono bar, ristoranti, e alberghi aperti nel periodo di maggior afflusso, che poi è quello estivo, e i pochi che sono aperti sono cari assatanati.
Spero che questo post serva a qualcuno per riflettere, in fondo un minimo di temo per evitare il definitivo collasso l'abbiamo... Sempre che qualcuno se ne renda conto.